future mamme

22 Giugno 2010

La prima ecografia in gravidanza

La scoperta della gravidanza è un momento unico, ma forse ancora di più lo è la prima ecografia che permette di stabilire l’età dell’embrione, se si tratta di una gravidanza multipla o meno, ma soprattutto permette di individuare l’eventuale esistenza di patologie.

Con la prima ecografia si possono quindi avere informazioni importanti sulla gravidanza e sulla salute del feto. Questa ecografia viene effettuata generalmente tra la settima e l’ottava settimana di gravidanza ed è emozionante sentire per la prima volta il battito cardiaco del piccolo.

Per tutelare la salute del nascituro e della mamma, sono previste una serie di altre visite e di esami ecografici, infatti una donna in gravidanza ha diritto ad eseguire gratuitamente diversi controlli e visite secondo quanto indiciato dal Ministero della Salute.

Si tratta di visite mediche periodiche, analisi del sangue, accertamenti diagnostici e quanto necessario per il controllo della gravidanza e della salute della mamma e del bambino.

Per una giusta e completa informazione su ciò di cui ha diritto una donna in gravidanza, consulta il sito del Ministero della Salute e i suoi Decreti a riguardo.

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4 Giugno 2010

La guerra dei cordoni - Future Health su Famiglia Cristiana

Prosegue la polemica sulla conservazione autologa delle cellule staminali da sangue cordonale in banche private. I dubbi degli scienziati e delle associazioni di volontariato.

In un’intervista a Famiglia Cristina l’ingegner Italo Tripodi, direttore generale di Future Health Italia afferma Nella nostra struttura la conservazione del sangue cordonale costa 2.050 euro per 20 anni, senza ulteriore versamento successivo”.

Nata nel 2004, Future Health è una delle 23 banche private che, autorizzate dal Ministero della Salute, raccolgono sangue cordonale per la donazione cosiddetta “autologa”, cioè per esclusivo uso privato.

Assieme a Tripodi, la dottoressa Eugenia Kantzari, Responsabile Comunicazione e Operations di Future Health Italia, ci spiegano l’attività e i servizi offerti dalla biobanca inglese.

Perché una donna decide di fare una donazione autologa, cioè per esclusivo uso privato?
“Chi decide di donare il sangue cordonale per uso privato”, risponde il direttore generale, “lo fa innanzitutto per alcune difficoltà che si riscontrano nella donazione pubblica, che sono sia di natura logistica, in quanto solo raramente chi partorisce capita in strutture ospedaliere attrezzate per raccogliere il sangue cordonale, sia di natura quantitativa, in quanto le banche pubbliche, a differenza di quelle private, non procedono alla conservazione del sangue se i campioni non hanno almeno 80 centilitri di sangue, un quantitativo molto alto che non sempre si riesce a raggiungere”. Ma il motivo principale pare essere un altro: “Le probabilità di trovare del sangue compatibile in banche pubbliche sono pochissime, circa una su 40.000; c’è chi vuole allora costituirsi una riserva privata da utilizzare anche in caso di bisogno all’interno della famiglia in caso di malattie future”. Una sorta di “assicurazione biologica”, dunque.

C’è, però, da dire poi che statisticamente la percentuale di avere un altro figlio malato è in realtà molto bassa e viene da chiedersi se il gioco, pardon, il costo, valga la candela.  Un’altra obiezione alla conservazione autologa è la mancanza di evidenze rispetto all’azione di queste cellule per fini rigenerativi, cioè per curare malattie causate dalla morte di tessuti. La dottoressa Kantzari nutre al contrario una grande speranza in merito: “Le cellule emopoietiche in effetti possono produrre solamente cellule sanguigne. Invece le cellule staminali mesenchimali, quelle cioè che si trovano nella gelatina del cordone, offrono invece promettenti prospettive per la medicina rigenerativa e noi, al contrario di qualcuno, vogliamo essere ottimisti in materia”.

C’è infine chi sostiene che si deve verificare ancora un solo caso di utilizzazione del sangue cordonale stoccato in banche private. “È vero”, ammette Kantzari: “A fronte di 20 mila donazioni autologhe in soli due anni non abbiamo avuto ancora casi di utilizzo, ma il numero ancora relativamente basso di donazioni e il tempo limitato dall’inizio dello stoccaggio ancora non permette di dire che è una pratica inutile. All’estero, dove il bancaggio è partito prima, vi sono dei casi ben documentati”.

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3 Giugno 2010

Il Giornalino di Gian Burrasca

L’Associazione Salvabebè Salvamamme Vi invita a partecipare alla serata di beneficenza “IL GIORNALINO DI GIAN BURRASCA”, venerdì 11 giugno dalle 21 alle 22.30 presso il Teatro San Genesio - Roma, Via Podgora, 1.

Lo spettacolo teatrale sarà presentato dalle allieve della Palestra Athlon di Roma a sostegno delle iniziative dell’Associazione Salvabebè Salvamamme. Insegnante e coreografia: Eva Migliorini.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti, è gradita un’offerta che sarà interamente devoluta all’Associazione.

Per maggiori informaizoni:
Associazione Salvabebè Salvamamme: tel. 06/35404351
email: diritticivili2000@tiscali.it

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1 Giugno 2010

Momcamp 2010 a Milano il 5 giugno

Il prossimo Momcamp si terrà a Milano sabato 5 giugno 2010 al “The Hub” in Via Paolo Sarpi 8.

Il MomCamp non è altro che un momento di incontro che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere nozioni in un ambiente libero e aperto al confronto. Ognuno è benvenuto, ognuno può proporsi con un intervento, e l’interazione tra i partecipanti sarà tanta!

L’argomento dell’incontro sarà “il tempo delle mamme” quindi care mamme non potete mancare! :)
Si cercecherà appunto di conoscere quali sono i progetti e le realtà che aiutano noi mamme a sfruttare al meglio il nostro tempo, ma anche a organizzarlo meglio, a gestirlo meglio, e magari, perché no, ritagliare dei piccoli momenti per noi stesse.

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Premio Nazionale Tiziano Terzani

Con il progetto “OGGI FARAI UN VIAGGIO NELLO SPAZIO! Accompagnare bambini e genitori in un viaggio in Risonanza Magnetica“, il San Raffaele di Milano vince con altri 4 progetti il Premio Nazionale Tiziano Terzani per l’Umanizzazione della Medicina.

Il Premio Tiziano Terzani per l’Umanizzazione della Medicina, giunto alla sua terza edizione, viene attribuito biennalmente a figure o gruppi che hanno contribuito all’individualizzazione della cura e all’integrazione di pratiche efficaci da culture mediche diverse.
La Scuola di Umanizzazione della Medicina, ente formativo promosso da alcune Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere, dalla Regione Piemonte, da Enti locali e Consorzi Socio-Assistenziali, cerca attraverso le sue iniziative, di stimolare la riflessione sui temi del dolore, della malattia e della morte, affiancando il pensiero della medicina a quello dei malati, le parole della filosofia a quelle della scienza, con l’intento di aiutare attraverso la sola riflessione, la crescita di una medicina più umana.

Il San Raffaele, opera che da sempre pone l’uomo e la persona al centro della cura, promuove questo ideale anche nei suoi pazienti più piccoli con l’importante lavoro significativo del premio.

Scopo del progetto era migliorare gli aspetti di accoglienza del bimbo e della famiglia che si apprestano a effettuare un esame Neuroradiologico ed in particolare la Risonanza Magnetica. Il contesto diagnostico infatti, proprio per l’aspetto imponente dei macchinari e per la condizione di costrizione cui il piccolo è necessariamente sottoposto, con necessità di sedazione in età prescolare, può incutere paure nel bambino ed ansia nei genitori soprattutto legate all’esito dell’esame.

Al fine di ridurre la percezione di medicalizzazione e contribuire a creare un clima di fiducia e di collaborazione tra il bimbo, la famiglia e lo staff curante, si è cercato di creare un ambiente idoneo e un accompagnamento all’esame per il bambino e la sua famiglia.

In modo pratico è stata creata una formula ambulatoriale per  eseguire l’esame in sedazione senza ricovero ospedaliero, grazie anche alla preziosa collaborazione con i neuroanestesiti pediatrici. E’ stata quindi allestita una stanza, adiacente alla sala di attesa, divisa in due parti: la prima dedicata al gioco e al disegno libero guidato; la seconda dedicata al percorso – viaggio che il bambino compie con la guida degli psicologi. Attraverso un percorso tematizzato e ludico, seguito da psicologhe, il bambino può sperimentare anticipatamente le fasi e i rumori dell’esame al fine di migliorare la compliance nei bambini più grandi che non necessitano di sedazione.

Il tema scelto per simulare l’esperienza che il bambino prova è quello dell’avventura spaziale. Viene infatti proposta una storia dove il protagonista è un bambino astronauta, così da favorirne l’identificazione, il quale accompagnerà il bambino lungo il viaggio di preparazione all’esame.

“So che farai un esame speciale…la Risonanza Magnetica! La Risonanza Magnetica assomiglia molto a una navicella spaziale ed io, che sono un esperto astronauta, ti accompagnerò in questo viaggio”.

E’ così che l’astronauta Max, attraverso una serie di lettere, si presenta al bambino e lo conduce passo dopo passo attraverso il viaggio sull’astronave e lo invita a conseguire “la patente” per viaggiare poi sull’astronave vera e propria, la Risonanza Magnetica.

Max attraverso delle foto e delle simulazioni, fa conoscere al bimbo l’esperienza astronave – risonanza magnetica.
Scoprendo nuovi pianeti il piccolo paziente conosce la natura metallica dello strumento (grossa calamita); prende confidenza con l’equipaggio medico (es. il neuroradiologo e l’anestesista spaziale); impara a conoscere i rumori del motore (attraverso delle cuffie); indossa il caschetto e la tuta spaziale (peso e misurazione dei parametri); impara a stare in posa per le foto (fermo o addormentato); conosce lo strumento “campanello” per mettersi in comunicazione con la sala comandi (in caso di emergenza). Dopo aver eseguito il vero e proprio esame al bambino viene consegnato un diploma di coraggio.

Il progetto si propone di avviare quindi un cambiamento nell’approccio al piccolo paziente, improntato più alla persona e ai suoi bisogni, in cui vi sia maggior comunicazione e collaborazione tra il bambino, la famiglia e lo staff medico.

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