future mamme

29 Ottobre 2008

Raccogliere le staminali da cordone ombelicale: una scelta per il futuro del tuo bambino

Sempre più spesso si sente parlare di cellule staminali: si tratta di cellule primitive non “specializzate” e quindi dotate della singolare capacità di trasformarsi in altre cellule del nostro corpo. La cellula staminale, per poter essere definita tale, deve perciò essere in grado di autorinnovarsi, cioè di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo intatto il medesimo stadio differenziativo, e di essere potente, ovvero di possedere la capacità di dare origine a una o più specie cellulari.

La medicina nutre grande fiducia nell’alto potenziale delle cellule staminali, che attualmente sono in grado di curare alcune importanti malattie del sangue, del sistema linfatico e del sistema immunitario.

Le staminali impiegate a fini terapeutici sono comunemente di origine midollare. Il prelevamento da midollo osseo del paziente, però, è un procedimento invasivo. Per ovviare a questo problema è più semplice utilizzare, quando possibile, il sangue residuo della placenta e del cordone ombelicale. In questo modo abbiamo a disposizione cellule staminali adulte ma di eta “zero”, con maggiore plasticità e maggiore purezza rispetto alle cellule staminali midollari prelevate da una persona adulta. (continua…)

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23 Ottobre 2008

Emergenza West Nile Virus

Lo scorso 10 ottobre 2008, lo Human Tissue Authority (l’Autorità competente del Dipartimento della Salute inglese che controlla e accredita le Banche di Tessuti Umani in Inghilterra, in accordo con le direttive dell’UE sulle cellule e i tessuti) ha pubblicato una comunicazione importante che riguarda 2 casi di infezione dal Virus West Nile nelle province di Bologna e di Ferrara.

La comunicazione è stata diffusa a tutte le Banche che risiedono in Inghilterra e trattano cellule e tessuti umani per applicazioni terapeutiche.

Per questo motivo, a tutte le Strutture in possesso della licenza dell’HTA, definite Banche di Tessuti Umani, tra le quali rientra anche Future Health, è stato imposto l’obbligo di seguire una serie di severe e approfondite azioni di controllo per escludere qualsiasi rischio di potenziale infezione delle mamme che hanno affidato il campioni del sangue cordonale del loro bambino a Future Health.

Cellula infetta dl virus del nilo occidentale

Cellula infetta dal virus del nilo occidentale

La scelta di Future Health è stata quella di contattare tutte le mamme che hanno partorito dopo il 10 ottobre 2008 e tutte quello che devono ancora partorire, richiedendo una dettagliata anamnesi medica riguardo una possibile esposizione al WNV, firmata dalle stesse mamme.

La filosofia di Future Health, grazie alla quale vengono adottate anche queste misure precauzionali, è infatti quella di garantire a genitori e bambini la sicurezza più assoluta: proprio per questo chi si affida a Future health lo fa sapendo che è importante conservare le cellule staminali, ma è altrettanto importante scegliere una Banca Tessuti Umani accreditata da un’Autorità Governativa Ufficiale.

La Banca Accreditata dà ai genitori la garanzia che le cellule staminali del loro bambino vengono processate e conservate con gli standard più elevati e in assoluta sicurezza.

La comunicazione ufficiale di Eurosurveillance

Maggiori informazioni sul virus.

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16 Ottobre 2008

Progetto di legge per l’uso delle cellule staminali nel LAZIO

Secondo quanto riportato dall’agenzia ASCA , la commissione bilancio della regione Lazio ha approvato all’unanimità il testo unificato delle proposte di legge regionale 286 e 297 per gli ”Interventi regionali per promuovere l’impiego di cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale e placentare per scopi terapeutici, clinici e di ricerca”.

Il progetto di legge che così è inviato al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, intende creare a livello regionale le condizioni strutturali e funzionali in grado di garantire, a tutte le partorienti residenti nel Lazio, la possibilità di donare il sangue cordonale e placentare a fini terapeutici, clinici o di ricerca.

Si disciplina così l’utilizzo che le partorienti possono fare del proprio sangue cordonale e placentare, sia per uso autologo (personale), allogenico consanguineo (cioè a favore di un individuo geneticamente correlato alla donna), o allogenico (ovvero verso individuo geneticamente non correlato alla donna).

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