future mamme

2 Settembre 2010

Tour interattivo sulla conservazione delle cellule staminali

Se vuoi fare un pò di chiarezza su cos’è la conservazione delle cellule staminali, su come avviene questa conservazione, o vuoi saperne di più sulle malattie curabili con le cellule staminali cordonali, segui il tuor interattivo di Future Health e scoprirai quanto ne sai sulla conservazione delle cellule staminali!

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23 Luglio 2010

Intervista a Raffaella, 37 anni - Pistoia

Come mai hai scelto di effettuare la conservazione autologa del sangue cordonale di tuo figlio?
Ho potuto accedere a questo servizio grazie all’iniziativa di Future Health con Donna Moderna, poiché diversamente la discriminante del costo sarebbe stata insormontabile, in ogni caso però è un tema a cui sono molto sensibile, infatti, con il primo figlio, nato nel 2004, ho effettuato la donazione per fini solidaristici in modo da non buttare via un patrimonio biologico che può essere così importante e che può aiutare altri bambini in difficoltà. Spero solo che il mio campione non sia stato scartato, perché si sa che solo il 30% circa dei campioni donati nelle Banche Pubbliche vengono effettivamente conservati.

Avendo già avuto un’esperienza precedente con la donazione hai riscontrato criticità particolari nel prelievo del campione di sangue cordonale?
Assolutamente no, il prelievo è indolore e molto rapido. Non ho riscontrato criticità di nessun tipo e proprio per questo motivo sono ben disponibile per farlo una seconda volta anche se finalizzato alla conservazione autologa.

In questi anni, come hai reperito informazioni sulla conservazione/donazione?
Sicuramente la prima fonte di informazioni è stata Internet che è certamente il mezzo migliore e più “democratico”, inoltre ho avuto la fortuna di ricevere molte informazioni da un’amica che prima di me ha effettuato la conservazione autologa e sporadicamente mi è capitato di leggere qualche articolo sia su riviste specializzate per donne in gravidanza che generaliste.

È stato, quindi, facile mantenerti informata?
Non propriamente, infatti, escludendo Internet, sugli altri media le informazioni si trovano raramente. Personalmente credo, invece, che alimentare un dibattito serio e completo sulla donazione/conservazione del cordone ombelicale sia assolutamente utile, da un lato per dare una maggiore liberta di scelta ai futuri genitori e dall’altro per sensibilizzare a non gettare via il cordone ombelicale che, come mi confermava anche la mia ginecologa, viene buttato nella quasi totalità dei casi.

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22 Luglio 2010

Intervista a Paola, 34 anni - Lecce

Prima di leggere l’articolo comparso su Donna Moderna avevi già reperito informazioni rispetto alla possibilità di donare il cordone ombelicale o di conservarlo in modo autologo?
Si certo, già durante i primi mesi di gravidanza mi sono interessata al tema, leggendo riviste dedicate alle mamme in attesa nelle quali ho potuto trovare alcune informazioni che mi hanno spinta ad approfondire su internet e a parlarne con il mio ginecologo. In primo luogo ero interessata alla donazione per fini solidaristici, ma alla fine, visto che la donazione non si può fare in tutti gli ospedali, non volendo disperdere l’importante patrimonio biologico contenuto nel cordone ombelicale, la scelta verso l’autologo è stata obbligata.

Come mai non ti è stato possibile percorrere la via della donazione in una Banca Pubblica?
Purtroppo l’Ospedale in cui avverrà il parto non è attrezzato per la raccolta di campioni di sangue cordonale e pertanto non è stato possibile perseguire questa strada.

Nella ricerca di informazioni durante la gravidanza hai incontrato difficoltà o tutto sommato il livello di reperibilità di informazioni è buono?
Non è stato molto semplice reperire le informazioni poiché è un tema su cui si dibatte ancora poco in Italia . In ogni caso il veicolo principale per reperire informazioni sono state alcune riviste specializzate per donne in gravidanza e successivamente internet.

Per quanto riguarda la conservazione autologa ritieni che ci siano criticità particolari?
Non ho riscontrato criticità particolari, ma va sottolineato che il costo abbastanza elevato può essere un deterrente che, qualora i futuri genitori non siano particolarmente sensibili al tema, può portare alla rinuncia. Ben vengano, quindi, iniziative come quella di Future Health con Donna Moderna che da un lato offrono informazioni e dall’altro permettono, seppur a un numero minimo di persone, di accedere a un servizio altrimenti ancora destinato a pochi.

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21 Luglio 2010

Intervista a Elena, 32 anni - Lido di Camaiore (LU)

Come mai hai scelto di conservare in maniera autologa il sangue cordonale di tuo figlio?
Il tema delle cellule staminali e del loro impiego nella cura di malattie importanti l’ho sempre seguito molto da vicino poiché, purtroppo, nella mia famiglia ci sono stati due casi di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). La cura della SLA con le cellule staminali è ancora in fase di sperimentazione, ma ci sono molte malattie che attualmente possono essere curate con le staminali ed è per questo motivo che ho scelto di effettuare la conservazione autologa; per avere una chance di cura in più se un giorno mio figlio dovesse malauguratamente averne bisogno.

Quindi avevi già reperito informazioni riguardo la conservazione cordonale autologa indipendentemente dall’articolo di Donna Moderna?
Si, avevo già deciso di effettuare la conservazione autologa e perciò mi ero preoccupata di reperire informazioni. Il mezzo che abbiamo utilizzato principalmente è stato internet poiché l’unico in grado di fornire informazioni abbastanza complete.

Secondo te, quindi, è semplice trovare informazioni sulla conservazione autologa?
Non propriamente, credo infatti che si potrebbe fare di più per diffondere una corretta e completa informazione. Purtroppo, spesso, le informazioni veicolate dai vari mezzi di informazione sono molto focalizzate sulla donazione per fini solidaristici effettuabile presso le Banche Pubbliche, ma spesso non è possibile donare presso una Banca Pubblica. Credo, quindi, che sia fondamentale mostrare ai futuri genitori lo spettro completo delle possibilità per far si che la scelta sia veramente consapevole.

C’è qualche notizia che ti ha particolarmente colpita su questo tema?
Al di là delle notizie sui progressi scientifici della Ricerca in cui confido per i progressi futuri nella cura di alcune malattie e a cui presto molta attenzione, mi colpisce il fatto che sempre più società private offrono il servizio della conservazione in Italia, ma non c’è una corretta informazione verso i genitori, che in effetti non sanno come scegliere una banca affidabile.

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20 Luglio 2010

Applicazioni iPhone per la gravidanza

UN’ATTESA SERENA… A PORTATA DI TOUCH!
Dall’esperienza di una mamma nasce l’applicativo italiano per le future mamme.

A cosa e a chi serve iGravidanza?
iGravidanza è la risposta a tutti
i dubbi e le esigenze delle donne che vivono l’intenso e delicato periodo di gestazione. Strutturato su molte funzionalità è stato pensato per diventare regolo ostetrico, calendario gestazionale, agenda di gravidanza, segreteria, assistente ostetrico, libro nomi, calendario santi, calendario lunare, contraziometro e navigatore ospedaliero di pronta consultazione.

Per ulteriori informazioni contattare: Coccole Soft di Sara Mervi
Milano; cell 333-4549276; email info@igravidanza.it

Per maggiori informazioni sull’applicativo iGravidanza consultate
il sito: www.igravidanza.it

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La tua Storia: Sabrina Giubbini

Salve, mi chiamo Sabrina Giubbini e sono una mamma che ha fatto la conservazione del cordone ombelicale il 10/02/2008 che ovviamente è il giorno in cui è nato mio figlio Lorenzo Volpetti.

Quello che mi sono sempre chiesta, dal momento che da allora non c’è stato più nessun tipo di contatto con voi ciò mi fà presupporre che sia andato tutto per il meglio, inoltre mi chiedevo, come vengono conservati e per quanto tempo, se non ricordo male 20 anni? Inoltre nel caso in cui io dovessi avere un altro figlio, è consigliabile ripetere tutte le procedure, o meglio fare un’altra conservazione?

Certa di avere un vostro gradito riscontro, colgo l’occasione per
porgere i più cordiali saluti.
Sabrina Giubbini

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Intervista a Deborah, 32 anni - Genova

Prima di leggere l’articolo comparso su Donna Moderna ti eri già informata rispetto alla possibilità di conservare il cordone ombelicale in modo autologo?
Non in maniera particolare, ovviamente sapevo che esisteva la possibilità di effettuare la conservazione autologa, ma per via dei costi non l’abbiamo mai presa in considerazione. Ho scelto quindi di aderire a questa campagna di Future Health proprio perché in questo modo avevo la possibilità di poter offrire al mio bambino un regalo per la sua futura salute pur non avendo la possibilità economica.

Al di là della conservazione autologa avevi eventualmente preso i considerazione la donazione per fini solidaristici da effettuare presso una Banca Pubblica?
Certamente, ritengo, infatti, che sia socialmente utile non gettare via un patrimonio biologico così importante.

Quale è stato il mezzo più importante nel reperire le informazioni riguardo queste tematiche durante la gravidanza?
Internet è stato il mezzo che abbiamo utilizzato maggiormente per reperire informazioni, anche perché la rete da libero e facile accesso a tutto ciò di cui si può avere bisogno. Per questo motivo non è stato particolarmente difficile informarmi

In generale presti particolare attenzione alle notizie che parlano degli sviluppi delle Ricerca o che comunque riguardano la conservazione/donazione del cordone ombelicale?
Le notizie che di solito mi colpiscono di più e a cui presto maggiore attenzione sono quelle che riguardano gli eventuali sviluppi della Ricerca, in particolar modo per ciò che riguarda le cure contro la leucemia. Questo è, infatti, un tema che mi è molto caro, poiché all’interno della mia famiglia ci sono stati alcuni parenti colpiti da questa malattia.

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19 Luglio 2010

Intervista a Caterina, 23 anni - Rimini

Come mai hai scelto di effettuare la conservazione autologa del cordone ombelicale di tuo figlio?
Ho preso questa decisione perché credo che conservare un campione di sangue cordonale e averlo a disposizione in caso di necessità, rappresenti un ulteriore modo per tutelare la salute di mio figlio.

Prima di leggere l’articolo di Donna Moderna, che ti ha dato la possibilità di conservare gratuitamente il cordone presso la nostra struttura, avevi già reperito informazioni su questa tematica?
Si, è un argomento che nella mia famiglia abbiamo affrontato in modo approfondito poiché da pochi mesi è nata mia sorella, per la quale mia mamma ha scelto di effettuare la conservazione autologa del sangue cordonale.

Vista la grande sensibilità verso questa tematica, saresti favorevole al fatto che anche in Italia si possa conservare in modo autologo il cordone ombelicale e non solo donarlo presso strutture pubbliche?
Certamente, credo infatti che dare la possibilità di scegliere liberamente ai futuri genitori sia un passo importante da compiere. Per questo credo anche sia fondamentale far circolare il più possibile informazioni corrette e complete riguardo un tema così delicato e sensibile.

Normalmente ti capita di soffermarti sulle notizie che riguardano questi argomenti?
Generalmente è un argomento cui presto attenzione perciò leggo sempre volentieri notizie riguardo gli sviluppi della Ricerca e al tema in generale perché ritengo sia importante mantenersi costantemente informati.

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22 Giugno 2010

La prima ecografia in gravidanza

La scoperta della gravidanza è un momento unico, ma forse ancora di più lo è la prima ecografia che permette di stabilire l’età dell’embrione, se si tratta di una gravidanza multipla o meno, ma soprattutto permette di individuare l’eventuale esistenza di patologie.

Con la prima ecografia si possono quindi avere informazioni importanti sulla gravidanza e sulla salute del feto. Questa ecografia viene effettuata generalmente tra la settima e l’ottava settimana di gravidanza ed è emozionante sentire per la prima volta il battito cardiaco del piccolo.

Per tutelare la salute del nascituro e della mamma, sono previste una serie di altre visite e di esami ecografici, infatti una donna in gravidanza ha diritto ad eseguire gratuitamente diversi controlli e visite secondo quanto indiciato dal Ministero della Salute.

Si tratta di visite mediche periodiche, analisi del sangue, accertamenti diagnostici e quanto necessario per il controllo della gravidanza e della salute della mamma e del bambino.

Per una giusta e completa informazione su ciò di cui ha diritto una donna in gravidanza, consulta il sito del Ministero della Salute e i suoi Decreti a riguardo.

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4 Giugno 2010

La guerra dei cordoni - Future Health su Famiglia Cristiana

Prosegue la polemica sulla conservazione autologa delle cellule staminali da sangue cordonale in banche private. I dubbi degli scienziati e delle associazioni di volontariato.

In un’intervista a Famiglia Cristina l’ingegner Italo Tripodi, direttore generale di Future Health Italia afferma Nella nostra struttura la conservazione del sangue cordonale costa 2.050 euro per 20 anni, senza ulteriore versamento successivo”.

Nata nel 2004, Future Health è una delle 23 banche private che, autorizzate dal Ministero della Salute, raccolgono sangue cordonale per la donazione cosiddetta “autologa”, cioè per esclusivo uso privato.

Assieme a Tripodi, la dottoressa Eugenia Kantzari, Responsabile Comunicazione e Operations di Future Health Italia, ci spiegano l’attività e i servizi offerti dalla biobanca inglese.

Perché una donna decide di fare una donazione autologa, cioè per esclusivo uso privato?
“Chi decide di donare il sangue cordonale per uso privato”, risponde il direttore generale, “lo fa innanzitutto per alcune difficoltà che si riscontrano nella donazione pubblica, che sono sia di natura logistica, in quanto solo raramente chi partorisce capita in strutture ospedaliere attrezzate per raccogliere il sangue cordonale, sia di natura quantitativa, in quanto le banche pubbliche, a differenza di quelle private, non procedono alla conservazione del sangue se i campioni non hanno almeno 80 centilitri di sangue, un quantitativo molto alto che non sempre si riesce a raggiungere”. Ma il motivo principale pare essere un altro: “Le probabilità di trovare del sangue compatibile in banche pubbliche sono pochissime, circa una su 40.000; c’è chi vuole allora costituirsi una riserva privata da utilizzare anche in caso di bisogno all’interno della famiglia in caso di malattie future”. Una sorta di “assicurazione biologica”, dunque.

C’è, però, da dire poi che statisticamente la percentuale di avere un altro figlio malato è in realtà molto bassa e viene da chiedersi se il gioco, pardon, il costo, valga la candela.  Un’altra obiezione alla conservazione autologa è la mancanza di evidenze rispetto all’azione di queste cellule per fini rigenerativi, cioè per curare malattie causate dalla morte di tessuti. La dottoressa Kantzari nutre al contrario una grande speranza in merito: “Le cellule emopoietiche in effetti possono produrre solamente cellule sanguigne. Invece le cellule staminali mesenchimali, quelle cioè che si trovano nella gelatina del cordone, offrono invece promettenti prospettive per la medicina rigenerativa e noi, al contrario di qualcuno, vogliamo essere ottimisti in materia”.

C’è infine chi sostiene che si deve verificare ancora un solo caso di utilizzazione del sangue cordonale stoccato in banche private. “È vero”, ammette Kantzari: “A fronte di 20 mila donazioni autologhe in soli due anni non abbiamo avuto ancora casi di utilizzo, ma il numero ancora relativamente basso di donazioni e il tempo limitato dall’inizio dello stoccaggio ancora non permette di dire che è una pratica inutile. All’estero, dove il bancaggio è partito prima, vi sono dei casi ben documentati”.

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